Il Breakfast Skipping o “Salto della Colazione” è un fenomeno che gradualmente va affermandosi tra bambini e adolescenti ed i suoi adepti tendono ad aumentare con l’età[i]. Nonostante ultimamente stiamo assistendo ad un cambio di tendenza, in Italia, nella fascia di età di 8-9 anni, il 9% non fa colazione e il 31% non consuma una colazione adeguata[ii].

Uno studio condotto su 1202 bambini, 747 maschi e 455 femmine partecipanti ad una scuola sportiva, ha analizzato le abitudini dei suddetti bambini a colazione. A questi è stato domandato dove, come, quando e con chi essi svolgano la colazione, chi prepari i pasti, cosa mangino e bevano durante la colazione e cosa facciano nel mentre. Sono inoltre stati registrati peso, altezza e IMC (Indice di Massa Corporeo). Il 78% dei bambini ha dichiarato di fare regolarmente colazione, il 22% di saltarla. Tra i soggetti saltanti la colazione sono stati registrati in percentuale il 27.5% di casi di sovrappeso e il 9,6% di obesità contro i rispettivi 9,1% e 4,5% dei soggetti che abitualmente svolgono colazione. Un altro studio[iii] condotto negli USA ha evidenziato che su ventiquattromila giovani tra gli 11 e i 16 anni, vi è stato un progressivo aumento del BMI in chi salta la prima colazione. Il progetto EMOVO, svolto su 35mila olandesi 13-16enni, ha dimostrato una correlazione tra digiuno mattutino e sovrappeso più significativa rispetto sia al consumo di alcol, sia addirittura alla sedentarietà[iv]. Gran parte degli studi sono stati svolti su bambini-adolescenti poiché proprio durante questa fase della vita si sviluppano e consolidano abitudini che ci porteremo dietro negli anni a venire: un adolescente obeso probabilmente diventerà un adulto obeso[v]. Tali abitudini, con probabilità, contribuiranno all’aumentare della probabilità di sviluppare problemi cardiovascolari e metabolici.

Il periodo in cui si passa dall’adolescenza alla gioventù spesso coincide con un peggioramento qualitativo della delle abitudini alimentari e un aumento del livello di inattività fisica[vi], inoltre aumenta il numero di pasti consumati fuori casa e nei fast food. Se sin da bambini si prende l’abitudine di saltare la colazione si dà con molta probabilità il via ad una serie di eventi concatenati in un circolo vizioso dal quale sarà molto difficile uscire. Partendo dall’immediato, una colazione sana e bilanciata, evita il sorgere di sensi di fame e quindi dell’acquisto di snack o spuntini alti in zuccheri e/o grassi saturi[vii]. L’apporto di zuccheri raffinati e grassi saturi presente nelle classiche “merendine” o “cibo” da macchinetta, è decisamente superiore a quello di nutrienti utili al nostro organismo, questi alimenti spesso contengono un elevato numero di coloranti alcuni dei quali è stato dimostrato essere responsabili di iperattività nei bambini:

  • E102 Tartrazina
  • E104 Giallo di chinolina
  • E110 Giallo arancio S
  • E122 Azorubina
  • E124 Rosso cocciniglia A
  • E129 Rosso allura AC
  • E133 Blu brillante FCF

Tali coloranti, influiscono sulla funzione cerebrale del bambino e diversi studi hanno dimostrato come essi siano correlati con la sindrome da disturbo ed iperattività nei bambini (ADHD). Questa sindrome originariamente vista come un disturbo legato all’infanzia di solito mostrava i suoi sintomi prima dell’età di sette anni[xii]. Diverse evidenze scientifiche, però, hanno dimostrato che i sintomi (iperattività, impulsività e disattenzione), persistono anche nell’età adulta[xiii] trasformando l’ADHD in un disturbo di durata di tutta la vita[xiv].

Studi che hanno analizzato lo stile alimentare di bambini con ADHD confrontandoli con bambini senza alcuna patologia hanno riscontrato che i primi hanno una propensione al frequente consumo di “cibo spazzatura”[xv]. E’ stato, al contrario dimostrato, che un’alimentazione che segue le linee della dieta mediterranea è risultata protettiva nei confronti dello sviluppo del disturbo. Un elevato consumo di zucchero o dolcificanti artificiali, presenti nella maggior parte di cereali e merendine, causa un aumento nel cervello di rilascio di dopamina, un trasmettitore chimico della gratificazione, ciò, su lungo periodo porta a una riduzione dei recettori della dopamina e di conseguenza l’assunzione di zuccheri deve aumentare per raggiungere la nuova soglia base di percezione del dolce. Con il tempo la risposta dopaminergica al dolce diminuisce e così la sensibilità dei centri nervosi agli stimoli gratificanti con conseguenti turbe del comportamento[xvi]. Vi sono inoltre evidenze che collegano l’ADHD a disturbi come quello dell’alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder) e della bulimia nervosa (BN)[xvii].

Il Breakfast Skipping, e di conseguenza l’ADHD, possono inoltre interferire con le performance cognitive e accademiche del soggetto causando stress mentale[xviii]. Nell’articolo “A low glycaemic index breakfast cereal preferentially prevents children’s cognitive performance from declining throughout the morning” viene evidenziato come l’indice glicemico di determinati alimenti, influenzi le prestazioni del bambino durante la giornata. E’ stato dimostrato, infatti, che una colazione a basso indice glicemico aiuta a mantenere le performance cognitive del bambino durante la mattinata, soprattutto per quanto riguarda l’attenzione sostenuta e la memoria secondaria.

Il punto interessante risiede, comunque, nel fatto che i bambini che hanno consumato una colazione, a prescindere dall’indice glicemico, hanno beneficiato di migliori prestazioni mnemoniche e di attenzione di coloro che l’hanno consumata affatto. In diverse scuole elementari sono stati presi provvedimenti su questo campo e sono stati creati programmi per incoraggiare gli studenti al consumo della prima colazione. Programmi che garantiscono una colazione di alta qualità e consentano agli studenti di consumare la colazione in classe sono particolarmente necessari per i giovani che rischiano di non raggiungere una buona alimentazione il resto della giornata[xx]. Nonostante l’impegno impiegato da parte delle autorità attinenti e delle strutture scolastiche questi programmi non hanno grande seguito da parte degli studenti a cui sono rivolti.

Non si tratta, bensì, di un fenomeno che colpisce prettamente bambini ed adolescenti, ma anche gli adulti: nello studio “Health Professionals Follow-up Study”, condotto tra uomini di 46 anni e oltre, è stato dimostrato che il consumo regolare della prima colazione è correlato a un minor rischio di incremento ponderale significativo (pari o superiore a 5 kg) nei 10 anni di osservazione[viii]. Infine, sulla stessa linea, da uno studio britannico di coorte, condotto su un campione di uomini e donne oltre i quarantanni, emerge che la maggior percentuale di calorie assunte a colazione si associa a un BMI inferiore e a un minore aumento di peso nell’arco di 5 anni[ix].

I risultati di studi controllati suggeriscono che una prima colazione regolare migliori inoltre molti parametri metabolici, correlati essenzialmente al rischio cardiovascolare ma anche allo stato di salute e benessere generale dell’individuo[x]. Il consumo di essa, indipendentemente dal tipo, porta ad un calo iniziale di voglia di dolce seguita da un progressivo aumento per tutta la mattina, mentre una mancata assunzione porta ad un progressivo aumento nel periodo di 4 ore[xi].

[i]Food habits in Swedish adolescents in relation to socioeconomic conditions” Hoglund, D., Samuelson, G., & Mark;

[ii]Okkio alla salute 2012”, Ministero della Salute;

[iii]Trends in breakfast consumption for children in the United States from 1965- 1991” Siega-Ritz AM, Popkin BM, Carson T.;

[iv]Skipping breakfast, alcohol consumption and physical inactivity as risk factors for overweight and obesity in adolescents: results of the E-MOVO project” Croezen S, Visscher TL, Ter Bogt NC, et al.;

[v] “Breakfast and fast food consumption are associated with selected biomarkers in adolescents”  Kara L. Marlatt, Kian Farbakhsh, Donald R. Dengel and Leslie A. Lytlee

[vi]Adolescent neurobiological susceptibility to social context” Roberta A. Schribera, Amanda E. Guyera;

[vii] Billon et al,. 2002

[viii]A prospective study of breakfast consumption and weight gain among U.S. men. Obesity” Van der Heijden AA, Hu FB, Rimm EB, van Dam RM.

[ix]Energy intake at breakfast and weight change: prospective study of 6,764 middle-aged men and women” Purslow LR, Sandhu MS, Forouhi N, et al.

[x]Breakfast: a review of associations with measures of dietary intake, physiology and biochemistry” Ruxton CH, Kirk TR.

[xi]A randomized crossover, pilot study examining the effects of a normal protein vs. high protein breakfast on food cravings and reward signals in overweight/obese “breakfast skipping”, late-adolescent girls” Hoertel, Will, Leidy;

[xii]Associations among overeating, overweight, and attention deficit/hyperactivity disorder: A structural equation modelling approach” Caroline Davisa, Robert D. Levitanb, Megan Smitha, Stacey Tweeda, Claire Curtisa;

[xiii]The persistence of attention-deficit/hyperactivity disorder into young adulthood as a function of reporting source and definition of disorder”, Barkley RA, Fischer M, Smallish L, Fletcher K.

[xiv]Diagnostic Controversies in Adult Attention Deficit Hyperactivity Disorder”, McGough & Barkley, 2004

[xv]J’atten Disord”, Howard A.L.,2011

[xvi]Attention-deficit/hyperactivity disorder: is it time to reappraise the role of sugar consumption?” Johnson RJ1, Gold MS, Johnson DR, Ishimoto T, Lanaspa MA, Zahniser NR, Avena NM.

[xvii]Are Eating Disorders Related to Attention Deficit/Hyperactivity Disorder?” Shauna P. Reinblatt, MD

[xviii]Is breakfast consumption related to mental distress and academic performance in adolescents?” Lars Lien

[xix] “A systematic review of environmental correlates of obesity-related dietary behaviors in youth” Klazine van der Horst, A. Oenema, I. Ferreira, W. Wendel-Vos, K. Giskes, F. van Lenthe and J. Brug

[xx]Breakfast and the achievement gap among urban minority youth”, J Sch Health.

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