Vuoi dimagrire? Basta che ti dimentichi per sempre di pasta e pane!

Un consiglio fuorviante e in ogni caso facilmente applicabile solo da un islandese d’inverno. Un Paese mediterraneo come la Nostra Italia, cuore della storia Europea da sempre, può vantare di un patrimonio artistico, storico, culturale e gastronomico unico al mondo. E’ vero, gli spaghetti arrivano da oriente, e il pomodoro dalle Americhe, e il peperoncino che contraddistingue i piatti meridionali proviene anche lui da oltreoceano, è proprio questo però il punto forte di un’identità italiana che da sempre ha affascinato innumerevoli studiosi, artisti, poeti e scrittori: la capacità di rielaborare e riadattare secondo le proprie esigenze e possibilità le risorse disponibili. Per questa ragione regimi alimentari restrittivi che arrivano all’eliminazione totale di alcuni macro-nutrienti e all’esaltazione di altri screditerebbero inevitabilmente secoli di tradizione e un infinito numero di ricette che, prima che arrivasse la scienza a confermarlo, garantivano già un profilo nutrizionale perfettamente equilibrato e completo. Quindi torniamo al punto di partenza, al “Main Focus” di questo articolo: carboidrati si o carboidrati no?

Prima di far luce su questo quesito esistenziale, la cui risposta apparirà di sicuro tendenziosa perché non stiamo tenendo in conto situazioni di allergie, intolleranze, situazioni di sindromi metaboliche particolari, di sovrappeso/obesità (etc etc etc..) facciamo un ulteriore, ma breve e mirato passo indietro (che il lettore non me ne voglia).

Se nel XVIII secolo ci fossimo recati presso un forno, il più vicino a casa senza tante pretese, e avessimo chiesto un chilo di pane, avremmo ricevuto una pagnotta scura e pesante, che avrebbe sfamato la famiglia per almeno una settimana buona. Due secoli dopo, nel XX secolo, stesso iter, stessa procedura, avremmo ricevuto una pagnotta bianca, sicuramente più abbondante perché più leggera, ma meno duratura, da consumare entro 2-3 giorni altrimenti si sarebbe seccata. Una domanda sorge quindi spontanea: cos’è successo tra un secolo e l’altro?

La risposta è ovvia (spero) e la viviamo tutti i giorni prendendo il treno, comprando nuovi vestiti o passando per le periferie delle grandi città, dove grossi edifici grigi ci ricordano le conquiste di un passato remoto: La Rivoluzione Industriale. Questa la possiamo vivere semplicemente anche mangiando pane e pasta confezionata in scatole blu che dovrebbero ricordarci “Casa”. Non mi dilungherò ulteriormente sui cambiamenti e le innovazioni che essa ha apportato alla nostra società, mi concentrerò su un abuso di potere avvenuto nei confronti di un chicco di grano. Nel giro di due secoli il chicco di frumento è stato totalmente spogliato di:

  • Pericarpo esterno
  • Pericarpo interno
  • Testa
  • Aleurone
  • Germe
  • Scutello

E forse anche di un po’ di dignità, rimanendo solo con il suo Endosperma oltretutto consecutivamente sbiancato. Il vero problema, perché, diciamocelo, della dignità del chicco di grano ci interessa relativamente poco, risiede nel fatto che in un solo colpo abbiamo perso Fibra Insolubile, Vitamine del gruppo B, Minerali, Proteine, Sostanze Fitoattive, Antiossidanti e Vitamina E. Ci rimane una maggioranza di Amido e qualche proteina.

Ecco qual è il punto. Questo processo di raffinazione ha portato il chicco di oggi ad essere quasi come una scatola vuota che però occupa spazio. Una delle maggiori obiezioni posteci dai nostri associati è stata riguardo alla difficoltà della cottura dei cereali integrali: i tempi lunghissimi, la perdita di consistenza, il fatto che scuociono e che non mantengono il condimento; per questa ragione in occasione del Laboratorio a tematica Carboidrati tenutosi a Modena giovedì 9 Febbraio presso “Il Filatoio”, abbiamo mostrato come è possibile ottenere un risotto integrale perfetto ottimizzando energie e tempistiche. Durante lo spazio dedicato allo svolgimento pratico di determinate tecniche di preparazione è possibile intervenire e fare domande in caso di dubbi e se giunti a casa vi accorgerete che tutti i procedimenti che pensavate di aver annotato fedelmente sembrano scollegati e privi di rigor di logica, non entrate in panico e scrivete a benmivoglio.lab@gmail.com, presto io o qualche altra mia volenterosa collega, vi aiuteremo a risolvere l’arcano.

Quindi ritornando al quesito esistenziale che fa vendere migliaia di riviste “da donne” nel periodo pre-estivo, riusciremo ora a darci una risposta:

Carboidrati sì!

purché integrali (e sempre in quantità ragionevoli).

 

Olimpia Ventura Montecamozzo

One thought on “Facciamo pace con i Carboidrati.. Non raffinati!

  • Spero che queste poche ma intense righe possano essere l’inizio di una splendida avventura…la conoscenza fa sempre la differenza!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *