Di cosa parliamo?

Negli allevamenti intensivi e in vari convenzionali gli animali passano la loro vita lontano dalla luce del sole, al chiuso di una stalla e sono nutriti con cereali, mais, soia e altri alimenti non adatti al loro sostentamento come gli insilati; inoltre in alcuni casi viene anche fatto utilizzo di steroidi, anabolizzanti e diversi antibiotici che garantiscono  un alto livello di crescita e un ingrasso veloce e a basso costo.

Grass Fed, invece, è una dicitura a garanzia del fatto che la carne che stai acquistando proviene da un animale che nasce e cresce secondo i ritmi naturali all’aperto, che mangia ciò che riesce a procurarsi e che può muoversi, riprodursi ed interagire liberamente con gli altri animali della propria specie. Questa scuola si fonda su quattro pilastri principali: pascolo, alimentazione ad erba, esclusione totale dei cereali e benessere animale; ma in realtà non si limita solo a questo è qualcosa in più: è passione, etica, rispetto, sostenibilità, altruismo, dedizione, impegno e coraggio.  Sempre Grass Fed però, può tecnicamente voler anche solo dire “alimentato ad erba”, ma su questo punto ci torneremo dopo.

 

 

Abbiamo deciso di approfondire questa tematica tramite l’esperienza di Pietro Gambino, geometra, ingegnere ed in seguito agronomo, che ha deciso di abbandonare la strada dell’architetto per dedicarsi al lavoro della sua famiglia, perché si Pietro è “u figghiu du picuraru” e sì, siamo in Sicilia. L’azienda di Pietro è sita a Cattolica Eraclea ed è un’azienda familiare dove Pietro lavora con il padre e i due fratelli: il più grande è ingegnere, il secondo cura, assieme al padre, gli animali ed il loro benessere fisico con il risultato di un mix vincente di conoscenze pratiche e teoriche. E’ un’azienda costruita su decenni di tradizioni, esperienza e fatica che ha visto cambiare radicalmente il mondo gastronomico-alimentare italiano, sebbene in Sicilia qualche angolo di pura tradizione, trascurato dall’evolversi impetuoso della società, ancora ci sia. Allo stesso tempo però Pietro ci racconta, con tono velatamente malinconico, che la Sicilia è uno dei mercati che meno richiede e meno apprezza i suoi prodotti, in generale per le stesse motivazioni per le quali la carne Grass Fed, nonostante le attenzioni degli ultimi anni, continua a rimanere un prodotto di nicchia.

Le motivazioni vertono su tre fattori principali:

  • La consistenza e il colore.

La carne proveniente da animali G.F. è molto diversa da quella che possiamo acquistare al supermercato o dal macellaio: in primis ogni taglio, anche se lo stesso, è diverso di stagione in stagione, di animale in animale, perché la natura sì sa è varia e diversificata. Seconda caratteristica è costituita da consistenza e colore: le carni G.F. sono meno grasse e più compatte perché l’animale ha una muscolatura più sviluppata e hanno un colore più intenso in parte perché l’alimentazione naturale fornisce all’animale una quantità di beta carotene nettamente maggiore rispetto a soia, mais e altri cibi per bestiame da allevamento intensivo.

  • Il costo.

Come tutte le cose che esulano dalla produzione industriale, meccanica, intensiva e di serie anche la carne Grass Fed ha un prezzo più alto, in valore assoluto però. Perché se consideriamo il rapporto qualità/prezzo (per non parlare del coefficiente salutare) non sussiste neanche il più lontano paragone.

  • La reperibilità.

Le aziende con questa filosofia e che lavorano davvero bene è vero, sono poche, e la fiorentina Grass Fed non la troveremo al supermercato, ma guardiamo il lato positivo: il consumo di carne di una persona media è nettamente al di sopra di quello raccomandato dalle linee guida nutrizionali, in più se a ciò aggiungiamo che la carne consumata è spesso di qualità medio-bassa notiamo che stiamo remando contro la nostra salute. L’acquistare carne Grass Fed su ordinazione dal produttore fidato ci permetterebbe di limitare il consumo di carne e optare per una maggiore qualità (andando quindi ad abbattere i costi).

Se da una parte il Grass Fed non riesce a conquistare i gusti del nuovo popolo dall’altra è diventata di grande tendenza tra le élite delle grandi città. Le tendenze però sono delle armi a doppio taglio: permettono a realtà meritevoli di essere conosciute e di lanciare il loro messaggio e allo stesso momento causano l’aumento spesso non sostenibile della domanda alla quale il mercato cerca di far fronte con scorciatoie ed escamotage burocratici.

Per spiegarmi meglio Pietro mi fa questo esempio: di frequente viene contattato da ristoratori di Roma, Firenze, Milano che vogliono inserire carni Grass Fed all’interno dei loro menù per cavalcare l’onda del trend, ma anche solo per motivi etici o gustativi e fino a qui tutto bene.. il problema insorge quando, nella quasi totalità dei casi, gli viene richiesto di abbassare non di poco il prezzo dei suoi prodotti. A quel punto Pietro, che assieme alla sua famiglia ha dedicato anima e corpo al suo credo aziendale, si vede costretto a rifiutare perché non vuole imbastardirsi e perché, grazie anche ai suoi valori e alla sua passione, è riuscito a creare attorno a sé un mercato consapevole che comprende il significato del suo lavoro ed è disposto a riconoscerlo economicamente senza deprezzare fatica, impegno e valori.

Il ristoratore in questione, però, non rinuncia all’asterisco con dicitura Grass Fed affianco alla fiorentina che propone in menù e così cerca un altro allevatore, magari un po’ più flessibile e “meno bacchettone”, lo trova, gli propone lo stesso prezzo e l’allevatore accetta. Com’è possibile?

Come abbiamo anticipato all’inizio Grass Fed può semplicemente voler dire “alimentato con erba”, non c’è, infatti, un disciplinare ufficiale che delinei l’area di applicazione di tale terminologia, quindi, se gli animali non vivono all’aperto, non seguono i ritmi naturali, non si muovono o non si riproducono liberamente con gli altri animali della propria specie, ma mangiano solo erba possono comunque essere definiti “animali da allevamento Grass fed”.

Ed ecco come la tendenza che inizialmente aveva valorizzato ed incentivato il movimento in questione a un certo punto gli si ritorce contro dimostrando interesse al solo contenitore svuotato di contenuti e valori.

Insomma, per concludere, il Grass Fed, quello vero, è un sistema meritevole che garantisce una carne sana, un maggiore contenuto di diversi nutrienti tra i quali anche i celebri Omega 3 presenti nel pesce azzurro, senza dimenticare il benessere fisico-psicologico dell’animale. E’ un sistema che va dunque valorizzato e sostenuto con una buona dose di consapevolezza che ci permetta di selezionare aziende trasparenti e oneste che rispettino gli animali, la natura e l’ecosistema.

Superati quindi questi ostacoli e abbracciata la filosofia di una produzione sostenibile, etica e giusta il mondo del Grass Fed ci si aprirà davanti e noi ci scopriremo più aperti all’imprevedibilità della natura e dei suoi sapori.

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