Da due generazioni a questa parte abbiamo totalmente stravolto il nostro rapporto con il cibo. Il progresso economico degli anni ’50 cerca di cancellare anni di guerra, carestie e morti per fame, e lo fa inondando il mercato di tutto ciò che sa di innovativo, moderno e universalmente accessibile (o per lo meno rateizzabile), inclusi i cibi. Le regolamentazioni su campo alimentare sono poche e le industrie hanno carta bianca su conservanti, edulcoranti, coloranti, addensanti e aromatizzanti, stabilizzanti e quanto altro serve per portare un alimento dalle Americhe all’Europa senza che esso perda di consistenza, sapore, colore e fragranza.

I supermercati diventano veri e propri templi e la popolazione cittadina diventa strettamente osservante, tanto che per praticare il proprio credo è disposta a passare intere domeniche in coda tra scatole, scatolette e carrelli stra colmi. Vengono quindi totalmente a meno i concetti di stagionalità e regionalità, quasi da far diventare la spremuta d’arancia un must estivo.

Il nuovo millennio sembra aver però riportato alla necessità di un contatto con i ritmi naturali e da qualche anno a questa parte interi scompartimenti dei Templi si sono tinti di verde per dar spazio ad alimenti Biologici, Vegetariani, Vegani, senza glutine, senza lattosio e KM0. Spesso però i packaging sono ingannevoli, e nonostante promettano naturalezza, equilibrio e semplicità, rispecchiano solo un’attenta e studiata strategia di marketing, non l’effettiva qualità del prodotto.

Ma arriviamo al dunque, qui di seguito alcuni consigli per effettuare una spesa consapevole:

  1. Leggete le etichette di quello che comprate, sapendo che gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente in base alla quantità presente.
  2. Comprate solo i prodotti fatti con gli ingredienti che conoscete, evitando quelli che presentano troppi agenti di sintesi chimica (come gli E102, E151, E211, E223, E320, E321 ecc.), ingredienti dei quali non conoscevate l’esistenza (idrossianisolo butilato, benzoato di sodio, sorbato di potassio, gluconato ferroso, poliricinoleato di poliglicerolo, sciroppo di glucosio, acesulfame K, ecc.) e ingredienti poco comprensibili o poco specificati (emulsionanti, agenti lievitanti, umidificanti, grassi vegetali, ecc.).
  3. Non andate mai a fare la spesa a stomaco vuoto. La classica ma sempre valida regola di non andare a fare la spesa quando siamo affamati. Il nostro senso di discernimento rischia di essere molto basso, lo scontrino molto alto e la qualità dei cibi scarsa.
  4. Preferite i prodotti di stagione.
  5. Interessatevi della provenienza dei prodotti. Un pomodoro proveniente dalla Spagna, è stato raccolto ancora verde sul campo e fatto maturare in container, lo spostamento del container ha generato inquinamento, l’economia locale non è stata incentivata e infine non abbiamo la sicurezza delle normative che vigono nello stato dal quale importiamo e, magari, trattamenti vietati in Italia in quel paese sono consentiti.
  6. Controllate sempre la tabella nutrizionale. Un prodotto che sul pacchetto vanta essere senza grassi può essere pieno di zuccheri e viceversa, controllando la tabella nutrizionale sapremo (con un adeguata conoscenza) fare le nostre scelte.

Concludendo, come scrive Michael Pollan nel suo libro “In Defense of Food”:

“Al supermercato, non comprate nulla che riporti in etichetta più di cinque ingredienti; nulla che non capiate cosa sia o che la vostra bisnonna non riconoscerebbe.”

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Nel caso non sappiate da dove cominciare o abbiate bisogno di consigli specifici contattateci via email al benmivoglio.lab@gmail.com e organizzeremo insieme un incontro su come fare la spesa ed ottimizzare risorse e tempistiche!

 Letture consigliate:

  • “Impariamo a leggere le etichette : Consigli utili per una spesa consapevole”
  • “La spesa in tempi di crisi : una guida per acquistare in modo consapevole”, Daniela Ostidich