Alla base dei nostri criteri di selezione di un alimento, prima del conteggio degli zuccheri, delle calorie, prima della consistenza e ancor prima del sapore vi è la stagionalità.

La stagionalità può sembrare un concetto un po’ astratto da seguire, soprattutto dagli anni ’50 a questa parte con l’invenzione del “quantovuoiquandovuoi”, nonché il frigorifero. La possibilità di accedere ad un’ampia gamma di alimenti tutto l’anno non dovendosi più interfacciare con i problemi della conservazione ha fatto sì che fossero tralasciati tutti gli altri numerosissimi aspetti che fanno della stagionalità uno dei parametri fondamentali da seguire durante l’acquisto della materia prima.

Tra i molti aspetti, quattro i seguenti sono i più importanti:

1Il sapore e i nutrienti. Il gusto di frutta e verdura che crescono secondo stagione è molto più intenso. Una pianta cresce in fatti in un determinato periodo dell’anno perchè il terreno e le condizioni climatiche consentono ad essa di esprimere il proprio meglio sotto tutti i profili. Se consumiamo il “classico” e spiacevolmente ricorrente zucchino invernale, vi sarà molta più probabilità che sia stato congelato a lungo oppure che, essendo cresciuto in serra, sarà molto meno ricco di sostanze nutritive, conterrà molta più acqua ed il sapore, che già di norma non è particolarmente presente, sarà quasi inesistente poichè la sua crescita è stata forzata.

2) La salute. Le piante “costrette” a crescere in periodi diversi dalla loro normale stagione sono indebolite, hanno bisogno di maggiori cure ed interventi umani poichè non sono in grado di autogestirsi e diventano quindi facilmente preda di insetti indesiderati. Le verdure di stagione invece ricevono tutto ciò di cui necessitano per crescere e per proteggersi dalla totalità degli elementi che le circondano, altrimenti non crescerebbero. Nonostante in linea di massima sia sempre preferibile affidarsi ad una coltivazione biologica, anche le verdure non bio, se di stagione richiedono una quantità nettamente inferiore di prodotti chimici per eliminare i parassiti.
In aggiunta, cambiare i cibi in tavola secondo le stagioni vuol dire diversificare sempre l’apporto di vitamine, sali minerali e altri nutrienti di cui l’organismo ha bisogno in quel periodo dell’anno.

3) La sostenibilità ambientale ed economica. Il costo ambientale del “fuori stagione” è molto elevato: serre illuminate e riscaldate, utilizzo di pesticidi e fertilizzanti, conservazione nelle celle frigorifere, costi di trasporto. Mettendo a tavola la frutta di stagione rispettando i cicli naturali della terra si evitano tutti questi costi. La frutta e la verdura di stagione inoltre non hanno bisogno di serre e di energia aggiuntiva per crescere e maturare, basta quella del sole. Non ci sono costi di conservazione nelle celle frigorifere e scegliendo prodotti a km zero, vengono abbattuti quasi del tutto i costi di trasporto.

4) Le necessità del nostro corpo. Il nostro organismo al cambiare della temperatura e delle condizioni ambientali modifica le sue esigenze e le sue necessità, ed è in primo luogo per questa ragione che il regime dietetico che seguiamo deve mutare in favore degli alimenti di stagione.
In inverno ad esempio, troviamo gli agrumi ricchi di vitamina C, o verdure come i cavoli che sono importantissimi perché aiutano le difese del sistema immunitario a difendersi da freddo, umidità e carenza di sole.

 

La primavera è invece la stagione del risveglio, dopo aver accumulato le tossine invernali dovute ad un’alimentazione prevalentemente ricca di grassi e zuccheri, è necessario depurarsi. Da marzo in poi sulle nostre tavole troviamo verdure, quali carciofi e tutte le insalate con un retro gusto amaro, che stimolano la produzione ma anche l’eliminazione della bile da parte del fegato, con effetto disintossicante. Hanno inoltre proprietà diuretiche, il carciofo in particolare aiuta a smaltire gli acidi urici derivati dalle proteine animali. Le fragole, che arrivano nel periodo di maggio-giugno, svolgono un’azione antiurica e decisamente diuretica, e citiamo anche le ciliegie ed amarene che associano la proprietà diuretica a quella lassativa.

  

Poi arriva l’estate, con il caldo e la necessità di bere di più per contrastare l’eccessiva sudorazione. In estate abbiamo a disposizione tutta una varietà di frutti e verdure che va dal giallo all’arancio e al rosso. Abbiamo la fortuna di avere alimenti poveri di calorie e ricchi di acqua per soddisfare le aumentate esigenze idriche, ricchi di sostanze antiossidanti come i carotenoidi, fondamentali per proteggere la pelle e l’organismo dallo stress dovuto all’esposizione solare, ricchi di sali minerali per contrastare le perdite dovute alla sudorazione.


Infine in autunno, con le temperature che gradualmente si abbassano, il metabolismo basale aumenta insieme al dispendio energetico. Occorre dunque adattarsi ai primi freddi con frutti e verdure con più proteine, più zuccheri e più calorie come mele, pere, patate, castagne, cachi, zucche. Matura la frutta secca, quali mandorle, noci, nocciole ricche di vitamine e minerali preziosissime nei lunghi mesi invernali.

Rispettare la stagionalità ci consente di consumare i cibi nel loro naturale periodo di maturazione e quindi assumere alimenti ad alto valore nutritivo e dal sapore intenso. Proviamo ad assecondare i ritmi naturali, potremmo accorgerci che il nostro corpo necessita esattamente di ciò che la terra offre in quel momento.

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