“Il Carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all’asciutto sotto le sue squame [..]”

Ode al Carciofo – Pablo Neruda

Febbraio, Marzo, Aprile e a volte Maggio, ma anche Novembre e Dicembre. Questi sono i mesi in cui il nobile guerriero ci degna della sua presenza e bontà.

Cynara Scolymus è il suo nome scientifico e deriva in parte dal latino Cinis (cenere – poichè un tempo veniva concimato con essa) e dal greco Scolymus (appuntito). Il suo nome da battaglia, quello con cui è conosciuto, però proviene dall’arabo Al-Kharshuf, che letteralmente vuol dire cardo spinoso, da cui Alcachofa in spagnolo e Carciofo da noi. La mitologia volle che Zeus si innamorò della bellissima ninfa Cynara, chiamata così per i suoi capelli color cenere, aveva gli occhi verdi e viola, era alta e snella: una bellezza mozzafiato, ma con un carattere orgoglioso e volubile. Non appena Zeus constatò che il suo interesse non era corrisposto, in un momento d’ira, trasformò Cynara in un carciofo verde e spinoso come il carattere dell’amata. Al pungente ortaggio resta il colore verde e violetto dei suoi occhi e il cuore (il suo interno) tenero, come sa esserlo quello di fanciulla.

Nel nostro terreno ha trovato la sua massima libertà d’espressione dando luogo a diverse varietà. Come carciofi si conoscono infatti:

il Catanese o Violetto di Sicilia, varietà più diffusa in particolare al Sud Italia,
il Romano (“mammola”) e il simile Paestum (IGP), denominati secondo le aree cui fanno riferimento le colture,
il Violetto di Toscana,
lo spinoso sardo, con una varietà ligure molto simile conosciuta come carciofo spinoso d’Albenga.

Annualmente ne vengono prodotti circa 13 milioni di quintali, di cui il 56% in Italia. Nonostante i numeri c’è una città in California che si definisce “Artichoke Center of the World” ed è Castroville. Proprio qui nel 1948 Marilyn Monroe è stata eletta the Artichoke Queen, nonchè reginetta del carciofo.

Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali il Carciofo è un validissimo guerriero pronto a combattere fianco a fianco della tua salute, contiene infatti: Potassio, Fosforo, Sodio, Calcio, Vitamina A, ma soprattutto è ricco di antiossidanti naturali utili per bloccare i radicali liberi e per la prevenzione antitumorale. La Cinarina, sostanza fotochimica, in particolare favorisce la funzionalità epatica e sembra svolgere anche funzioni ipocolesterolemizzanti. Grazie alla Cinarina, inoltre il Carciofo lascia per qualche tempo una sensazione dolce in bocca, che aumenta la percezione di essa anche nei cibi più amari. Forse proprio grazie a questa capacità di rendere tutto più dolce e appetibile si dice che il Carciofo abbia proprietà stimolanti sia sotto un punto di vista sessuale che della procreazione.

A prescindere dalle sue apparenti virtù afrodisiache, comunque, il carciofo rimane un piacere per il palato e se per arrivare al cuore un po’ dobbiamo penare, siamo sicuri della ricompensa.

“Squama per squama spogliamo la delizia

E mangiamo la pacifica pasta del suo cuore verde..”

             

Vista la storia e la provenienza molto varia del carciofo, qui di seguito proponiamo un piatto tradizionale della cucina greca:

Carciofi Ripieni

  • Sale e pepe q.b.
  • 8 Carciofi
  • 2 Cucchiai di Olio Extravergine di Oliva
  • 1 Ciuffo  Prezzemolo
  • 1 Spicchio di Aglio
  • 20 Grammi di Parmigiano Reggiano DOP
  • 20 grammi di Pane Grattugiato avanzato

1) Pulire i carciofi, stando attento/a a lasciare intatto un pezzo del loro gambo. Tritare l’aglio insieme al prezzemolo e unire il pangrattato, il grana e l’olio extravergine d’oliva. Aggiungere sale e pepe a proprio piacimento.

2) Prendere ogni carciofo e farcirlo usando i 2/3 del composto ottenuto. Quando tutti i carciofi saranno farciti, disponili in una casseruola con i bordi alti, posizionarli con il gambo verso l’alto. Aggiungi sale e pepe e irrorali con un filo d’olio extravergine d’oliva.

3) Coprire la casseruola con un coperchio e far cuocere per circa 15 minuti. Dopo i primi 15 minuti di cottura, togliere il coperchio e unire ai carciofi la parte di composto avanzata. Fai cuocere ancora per qualche minuto, poi togliere i carciofi dal fuoco e servirli.

Letture consigliate:

  • Le verdure dimenticate – Morello Pecchioli
  • A pranzo con la storia – Luciano Serpellone

                                                                                              

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