Quando si pensa ad una pianta grassa di solito si pensa ai cactus nel deserto, al balcone della nonna o al massimo alle piante sulle scale, gioia e orgoglio delle portinaia, che puntualmente da bambini deprivavamo di qualche pezzetto scendendo per andare a scuola e che abbandonavamo non appena fuori dal portone (facendo attenzione a non farci vedere dalla signora Giovanna). Non ci è mai venuto in mente di mangiarle e anche da grandi una bella insalata di Sanseveria non è ciò che speriamo di trovare a tavola tornati a casa da lavoro.

Ma la vita ci ha insegnato che generalizzando spesso e volentieri si sbaglia. Ecco quindi che vi proponiamo la Portulaca, una pianta infestante e apparentemente insignificante, ma che almeno da giugno a settembre ci rallegra le camminate con i suoi fiorellini gialli ai bordi dei marciapiedi.

Portulaca Oleracea, “erba della piccola porta” o addirittura “porcellana”. Come tutte le piante con una lunga storia alle spalle, soprattutto in Italia, le traduzioni dialettali sono molte: ‘ndraca, Pugghiazza, Barzellana, Perchiazza [..], a Roma la chiamano Porcacchia e si usava per fare il trilussiano “Cazzimperio”, nonché una misticanza imperiale fatta con decine di erbette, ortaggi e fiori. Portulaca però è decisamente più elegante e pronunciabile, inoltre il rimando alla porcellana non può che renderla più desiderabile. Come molte altre piante, che oggi svalutiamo come erbacce o erbe di campo, era molto nota ed apprezzata dagli egizi e dai greci nonostante provenga dall’Asia; Apicio la ritiene ingrediente indispensabile per una focaccia “home made”.

Poi il Boom economico, la voglia di riscatto da una guerra che ci aveva resi poveri e la necessità di dimostrare di essere al passo con gli States resero il cibo uno degli status symbol di una nuova condizione economica e cancellarono l’uso di “erbacce di campo” dalla memoria comune (che poi mica si trovavano imbustate e lavate nei reparti frigo). E poi i prodotti light e le calorie e il biologico e il biodinamico e le bacche di Goji e gli Omega 3.. ed ecco ritornare alla ribalta la nostra Portulaca.

La notizia è recente: la Portulaca è ricca di Omega 3 (acidi grassi che combattono trigliceridi e colesterolo cattivo, sono antitrombotici e prevengono l’invecchiamento mentale) 100 g di foglie di portulaca contengono all’incirca 350 mg di acido α-linolenico. Non da sottovalutare il suo alto contenuto di Vitamina C, così importante che che i marinai se la portavano dietro durante le loro spedizioni per prevenire lo Scorbuto, le sue proprietà depurative, rinfrescanti, diuretiche, dissetanti e anti-diabetiche. Viene utilizzata nella medicina popolare per il trattamento della diarrea e del vomito, in caso di enterite acuta, di emorroidi e di emorragie post-partum, in passato si riteneva che aiutasse a “pulire il sangue”.

Il periodo migliore per la raccolta è prima della fioritura quando le foglie sono consistenti, succose e croccanti. Le foglie, i fiori, gli apici e gli steli possono essere consumati crudi e cotti, ma forse il suo sapore acidulo e delicato permette loro una migliore espressione da crudi. Si possono però anche impanare, friggere, farne delle deliziose frittatine, minestre o farne degli..

Gnocchi alla Portulaca

Per 4 persone

400 gr di Portulaca (pulita, lavata e ben scolata)

olio Extra Vergine di oliva q.b.

200 gr di Patate Biologiche lessate e private della buccia esterna

200 gr di Farina di Tipo 2

1 Uovo Biologico

1 Pizzico di Sale

Condimento gradito per gli gnocchi da preparare in anticipo

  1. Mettete a soffriggere in uno strato di acqua, olio e aglio la portulaca, lasciatela cuocere per 5 minuti, dopodiché toglietela e scolatene bene il liquido, dopodiché passatela al passaverdura raccogliendone la polpa.
  2. Aggiungete, in un recipiente di medie dimensioni, le patate lessate e la portulaca, insaporite con il sale, amalgamate con l’uovo e la farina facendo in modo di ottenere un impasto bello liscio ed omogeneo.
  3. Formate dei bastoncini da tagliare a gnocchetti; nel frattempo ponete la pentola con acqua sul fuoco, aggiungete il sale e versare gli gnocchetti quando l’acqua bolle; estraeteli quando verranno a galla, passateli nella padella dove a parte avrete preparato il condimento da voi gradito.