Una decina di anni fa c’è stato il Boom mondiale degli Avocado: frutti verdi che inondavano reparti del fresco dei supermercati, importazioni che raddoppiavano di anno in anno, servizi televisivi, giornali, riviste, tutorial e blog che ne esaltavano le proprietà spesso in maniera un po’ approssimativa e poco scientifica. Comunque Avocado, Avocado ovunque: in cucina, nelle creme, negli shampoo, nei salotti come fermacarte, sui vestiti, sui libri e su tutto ciò che avesse una superficie stampabile.

Affianco al filone delle grandi tendenze però, si sviluppa anche il filone delle controtendenze, che analizza in maniera critica e obiettiva (ma a volte anche esasperata) l’impatto delle prime a livello economico, sociale ed ambientale. Ed è proprio qui che si scopre che la coltivazione e l’importazione di avocado sta avendo grossissime ripercussioni su popolazione ed ambiente in Cile e Messico, principali produttori ed esportatori. La stampa internazionale si scatena ed iniziano ad uscire titoli come:

“Avocado, il frutto più nutriente, ma meno sostenibile del mondo”

“Avocado: il lato oscuro dell’oro verde”  

“È l’avocado il nuovo nemico delle foreste?”

“Avocado: il boom del frutto tropicale mette a rischio l’ambiente”

I punti alla base di questi articoli che annunciano e condannano l’insostenibilità degli avocado sono principalmente tre:

  1. Perdita della biodiversità e deforestazione. Nel 2012 l’Instituto Nacional de Investigaciones Forestales, Agricolas y Pecuarias ha pubblicato un rapporto secondo il quale tra il 2001 e il 2010, la produzione in Michoacán, lo stato che copre al 36,5% la richiesta di avocado mondiale, è triplicata, mentre le esportazioni sono aumentate di dieci volte facendo sì che terreni vergini, o che una volta erano espressione di colture diverse, siano stati trasformati in monocolture. Laddove lo spazio preesistente non bastava si è deciso di crearne altro spesso a discapito delle foreste e della loro fauna selvatica.
  2. Consumo imponente di acqua. Secondo M. Mekonnen e A. Hoekstra, dell’Università di Twente in Netherlands, la produzione di 500 g di avocado, 2-3 frutti di medie dimensioni, richiederebbe circa 272 litri di acqua (a paragone, la lattuga ne utilizza solo 20).
  3. Trasporto da oltreoceano. Il trasporto di tonnellate di avocado da una parte all’altra del globo impatta certamente sull’effetto serra. Il raccolto per arrivare dal Messico in Europa (ad esempio) deve affrontare un lungo viaggio su mezzi che consumano petrolio ed emettono gas: gli avocado messicani per raggiungere l’Italia, devono percorrere quasi 10.200 km.

Le motivazioni per additare ed incolpare il polposo frutto verde ci sono eccome e sembra che la scelta di ogni consumatore giunga ad un inesorabile bivio: consumare ugualmente il frutto e diventare complice di gravissime ripercussioni ambientali o dirgli addio a malincuore per sempre?

Visto che, come associazione, cerchiamo di portare avanti la nostra continua battaglia contro gli estremismi abbiamo cercato una soluzione, un compromesso per non danneggiare l’ambiente e poter giovare allo stesso tempo della bontà e delle proprietà degli avocado. E l’abbiamo trovato. Il compromesso si trova alle pendici dell’Etna, è una realtà nata nel 2013 ed è una scommessa tutta italiana che si chiama: Sicilia Avocado.

Sicilia Avocado è un brand che ha deciso di provarci, di dare nuova vita e nuova spinta ad una regione come la Sicilia che ha tanto, tantissimo da offrire. Il tutto è stato possibile solo grazie ad una forte coesione e al gioco di squadra di tante aziende che hanno puntato sugli avocado e che han reso possibile il sogno di una filiera corta che garantisca prodotti dalle proprietà organolettiche eccezionali e il rafforzamento dell’identità territoriale e, possiamo dire, nazionale.

Abbiamo intervistato Andrea Passanisi, fondatore di Sicilia Avocado, che ci ha spiegato dettagliatamente la sua realtà, com’è cresciuta e si è sviluppata, e come questa possa considerarsi sostenibile e dare speranza ai consumatori seriali di Avocado. I punti di debolezza della produzione sita nelle Americhe, diventano qui punti di forza che, per comodità e chiarezza, esporremo di risposta tramite elenco:

  1. Implementazione della biodiversità e valorizzazione dei terreni incolti. Nella zona che si estende dalle pendici dell’Etna al Mar Ionio, Sicilia Avocado ha creato un nuovo angolo di biodiversità nel pieno rispetto della natura circostante, dando alla Sicilia nuova possibilità di espressione e di valorizzazione sul mercato italiano ed internazionale.
  2. Utilizzo delle falde acquifere naturali e della piovosità della zona. La zona è nota per le sue grandi falde acquifere naturali provenienti dall’Etna che andrebbero in ogni caso a confluire nel mare. L’utilizzo di questa acqua (peraltro purissima) rende possibile un grande risparmio idrico ed energetico. Inoltre, essendo alle pendici dell’Etna, le nuvole di passaggio si fermano lì, contro le imponenti pareti del vulcano, rendendola una zona particolarmente piovosa e facendo sì che tra falde acquifere e pioggia la produzione necessiti dell’utilizzo di acqua esterna solo nei mesi di luglio e agosto.
  3. Niente container, né settimane di viaggio. La prossimità della Sicilia fa sì che il massimo viaggio che gli avocado debbano affrontare sia di 48-72 ore, così evitando traffico marittimo e inquinamento atmosferico e marino, con il vantaggio di essere raccolti nel momento giusto della maturazione ed evitare la maturazione in container.

Queste piccole realtà, come può essere quella di Sicilia Avocado rispetto ai maggiori importatori, ci insegnano che, spesso, se ci troviamo di fronte a un bivio è perché non abbiamo voglia di cercare la terza via perché, spesso, questa via richiede maggiori attenzioni e un impegno personale che contrasta con la preponderante scuola di vita del “tuttosubito”.

Per questa, e per altre innumerevoli ragioni, è importante diventare consumatori autonomi, consapevoli e sostenibili perché il nostro disimpegno è un prezzo che paga l’ambiente e la compromissione dell’ambiente è un prezzo che pagheranno le future generazioni.

Un ringraziamento a tutto il team di Sicilia Avocado e ai soci BenMiVoglio LAB che ci supportano

   

One thought on “Quando l’avocado diventa sostenibile: storia di un Made in Italy a lieto fine.

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